Bonus vita-lavoro, l’attesa delle istruzioni Inps diventa il test per stabilire quali aziende sono virtuose
Saranno penalizzati i dirigenti che telefonano troppo spesso e quelli che affidano il monitoraggio della pratica dopo l’orario d’ufficio
OGGETTO — Disciplina sperimentale per l’accertamento della conciliazione tra vita privata e lavoro.
Art. 1 — Beneficio. L’incentivo per le aziende virtuose è pari all’1% dei contributi a carico del datore di lavoro. Il beneficio, fino a 50mila euro, decorre dal 28 giugno 2026; ai fini dell’utilizzo, le aziende attendono le istruzioni dell’Inps.
Art. 2 — Fase sperimentale. L’assenza delle istruzioni costituisce parte integrante della procedura e consente di verificare se l’impresa sappia attendere senza trasformare l’attesa in un nuovo incarico aziendale.
Art. 3 — Tutela del personale. È considerata virtuosa l’azienda che non assegna a dipendenti, stagisti o responsabili delle risorse umane il compito di controllare il portale Inps fuori orario. La dicitura «quando hai un attimo» equivale ad assegnazione formale.
Art. 4 — Indicatori di pazienza amministrativa. La valutazione tiene conto degli accessi evitati, delle riunioni non convocate e della capacità del management di non istituire una task force per chiedere quando sarà possibile istituire la task force. Le telefonate reiterate all’Inps comportano una riduzione del requisito di serenità organizzativa.
Art. 5 — Criterio prevalente. Resta fermo che turni, reperibilità, ferie e messaggi serali non incidono sulla graduatoria qualora l’impresa abbia atteso le istruzioni con adeguata compostezza.
Disposizione finale. Il decorso del tempo senza presentazione della domanda equivale a domanda accolta. Il beneficio è pertanto riconosciuto prioritariamente alle imprese che non hanno mai avviato la pratica, uniche ad aver rispettato integralmente il tempo libero del personale.