Standard editoriali
Questi sono i criteri con cui scegliamo cosa satirizzare e come scriverlo.
Bersaglio
La satira punta al potere, alle istituzioni, alle aziende, ai comportamenti collettivi e alle assurdità burocratiche — non a chi subisce una situazione. Un pezzo che finisce per colpire una vittima invece che un'ipocrisia o un abuso non viene pubblicato.
Argomenti esclusi
Non trattiamo satiricamente: cronaca nera, lutti, vittime di disastri, violenze o guerre, malattie gravi quando la persona malata sarebbe il bersaglio, minori in situazioni delicate, persone comuni (non pubbliche) in condizioni di vulnerabilità.
Persone reali
Possiamo nominare personaggi pubblici — politici, amministratori, dirigenti — solo quando l'assurdità del pezzo è evidente fin dal titolo, in modo che nessuno possa scambiarlo per una dichiarazione o un fatto vero. Non mettiamo mai in bocca a persone reali frasi inventate che potrebbero sembrare autentiche: le dichiarazioni immaginarie sono sempre attribuite a portavoce, funzionari o esperti inventati. Non nominiamo mai cittadini privati.
Fatti reali e invenzione
Il fatto reale da cui parte un articolo resta sempre verificabile su una fonte giornalistica reale, citata nell'articolo quando disponibile. L'invenzione riguarda le conseguenze immaginarie, mai i dati di base della notizia vera: non alteriamo cifre, date o circostanze del fatto reale.
Intelligenza artificiale
Ci avvaliamo di strumenti di intelligenza artificiale nella fase di ideazione e scrittura, sempre all'interno del processo in due passaggi descritto nella pagina chi siamo, e sempre con revisione e approvazione umana finale prima della pubblicazione.
Per segnalare un pezzo che ritieni non rispetti questi standard, scrivici a redazione@lisca.it.